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Scrivo, amo, odio, canto, suono,
fotografo, cucino, detesto, apprezzo
e soprattutto vivo tutto quello che è possibile vivere



Pensieri vaganti

 

Se dovessi assegnare una parola al mese di maggio direi: The Anthem. Se poi mi date qualche minuto per spiegarvi anche come ci si diverte sotto il loro palco potrei convincervi ad andare ai loro concerti di corsa e avreste dei sorrisi come il mio.

 

Foto @Ideal Magenta 18 maggio 2013

Macinando chilometri

Viaggiare è decisamente una delle cose che più amo fare e che mi mette buon umore. Mi piace quella sensazione di libertà, curiosità e leggerezza che provo ogni volta che entro in una stazione con una valigia e salgo su un treno. Ogni volta è un’emozione nuova e che facilmente riesco catalogare. Ci sono alcune città che ormai sono entrate nel cuore e ritornarci è un po’ come tornare a casa, anche se in realtà si è distanti parecchio da quella reale.

Giovedì ritorno in una delle mie città del cuore e la felicità è a livelli che se dovessi descrivere scriverei la Divina Commedia. Quindi sorrido e aspetto come una bambina a Natale il suo regalo: io attendo di salire su quel treno che mi porta dalle persone che in questi anni mi hanno regalato emozioni uniche.

Più concerti, meno parole.

Quante volte leggo sui social network “mi annoio, non ci sono mai concerti”? Troppe, davvero troppe. Escludendo se abiti inculonia e allora posso darti ragione magari nel tuo paesino in cima alla montagna dove è già tanto se il cellulare prende puoi lamentarti, ma se abiti in una città collegata dal resto del mondo: NO. Ogni settimana ci sono eventi, concerti, live grandi e piccoli. Hai presente le band emergenti? Loro esistono e andrebbero sostenute, così perchè a volte ci sono gruppi che meritano molto di più di quello che hanno ma tu sei là davanti ad un pc a lamentarti, loro sono al locale che suonano e magari se vedessero qualche anima in più sarebbe più divertente per tutti no? Perchè potrete dare colpa ai locali che non danno opportunità di suonare, ai manager che non organizzano tour, alle band stesse che non fanno abbastanza ma belli miei se anche voi non vi alzate non siete d’aiuto. Perchè in fondo nei locali dove si suona c’è alcool ( fidatevi di me. Ah mamma son astemia!), ci sono anche uomini/donne da conoscere  ( potete trovare l’anima gemella e un giorno racconterete ai vostri figli: “ho conosciuto tua madre ad un concerto, mentre passavano quel brano l’ho baciata”. Insomma quelle storie un po’ romantiche, un po’ affascinanti che ti fanno sembrare fighissimo anche se in realtà magari eri totalmente impedito). Parte gli scherzi un po’ di nuova musica non fa mai male, poi magari trovate pure la band perfetta per voi e direte “se non fossi andata guarda cosa mi sarei persa”. Ogni tanto si fanno davvero delle belle scoperte e si trovano persone splendide, si passano serate un po’ diverse e molte volte le risate sono assicurate. Perciò date una chance a quella band che non conoscete, ma magari venerdì sera suona nella tua città. Se poi proprio facesse pena, ti annoiassi hai sempre tempo a rientrare a casa e scrivere uno stato su facebook o a rifugiarti in una discoteca.

No, perchè belli i talent, bella la solita musica che passa in radio però non esiste solo quella musica e bisognerebbe sforzarsi a mettersi in testa che esiste anche altro. Poi tutti hanno iniziato a suonare nelle cantine e garage, no? Quindi un’opportunità si può dare. Eddai.

“Ma non hai mai pensato di aprire un blog di cucina?”
“Ehm, stavo pensando di mangiare cambia qualcosa?”

“Ma non hai mai pensato di aprire un blog di cucina?”

“Ehm, stavo pensando di mangiare cambia qualcosa?”

Hai presente il contratto a tempo indeterminato? Io no.

C’è crisi, non c’è lavoro, mancano i soldi, non si arriva a fine mese, aumentano i prezzi, il mercato non gira e l’allegria dove la mettiamo? Forse in tasca, forse è andata a quel paese prima di esser interpellata, forse si è arresa davanti ai soliti titoli dei quotidiani. Ogni tanto mi chiedo cosa ne sarà del mio, nostro futuro e mi vengono i brividi. Avevo già “paura” quando ho iniziato l’università, figuriamoci ora verso la fine: terrore puro. Se già prima la gente mi fissava male, perchè cielo fissava male al mio “vorrei diventare una giornalista” ora mi aspetto solo che mi colpisca a padellate stile “cretina cretina cretina”.

Troppe domande, poche offerte e va bene, forse no. La cosa che più mi urta però rimangono quegli annunci di lavoro con richieste stupide, quegli stage che ti danno una valanga di promesse ma poi davanti ai fatti concludi nulla. Se paghi puoi, grazie eh.
Inizi con qualche collaborazione non retribuita, qualche stage dove è già grazia di qualche santo se ti danno i buoni mensa perchè in fondo sei all’inizio, devi ringraziare di aver avuto fortuna (la chiamano pure fortuna. Studi, ti fai un mazzo tale a dare gli esami e questi parlano di fortuna. Abbiamo due concetti diversi di fortuna, probabile) di essere lì in quell’azienda ad imparare. Solo che si scordano che noi giovani non campiamo d’aria e dopo un po’ pesa assai fare i mantenuti da mamma e papà. Inizi uno stage ti iniziano a dire che forse ti assumeranno, forse no e poi arrivi a fine contratto puff salta fuori qualche strano meccanismo che il tuo posto è a casa. Bello eh? Collezioni stage in qua e là, ti fanno girare come una pallina perchè sei giovane. Hai tempo. Poi arrivano i 25 anni e sei ancora a casa con i tuoi, hai collezionato tanti stage e sei certo che il giorno in cui avrai sotto ai tuoi occhi un contratto a tempo indeterminato piangerai, eccome se piangerai. Fatiche, sacrifici, sogni che con il tempo vanno a farsi benedire perchè tutto ti rema contro (bè se sogni di diventare una ballerina e hai problemi di equilibrio, forse qualche domanda me la farei. Mentre se vuoi diventare il presidente della repubblica forse non arrenderti, guarda come sono messi oggi laggiù a Roma un posto magari lo trovi). L’unica certezza che faticano gli anziani, faticano gli adulti e noi giovani ci tocca avere tanta pazienza per andare avanti. Non lamentatevi se poi la gente fugge all’estero, se accetta lavori altrove. Soprattutto non siamo tutti uguali, come sovente si dice.

Mettersi in gioco.

Se stai seduto ad aspettare le cose non arrivano, le persone non si incontrano. Se stai seduto a fissare la gente o il vuoto non è vivere realmente, ma è accontentarsi di esistere. Quanto è bello invece alzarsi, correre, raggiungere un traguardo, ridere, sorridere di felicità o soddisfazione?

Bisogna mettersi in gioco, bisogna alzarsi la vita è breve e non è una di quelle frasi dette così per metter ansia o spaventare. La vita è breve, il tempo scorre così in fretta e le occasioni non sono troppe, a volte sono poche ma buone un po’ come gli amici che si hanno. Quindi arrivi ad un punto che devi mettere da parte le paranoie, le ansie, le paure e buttarsi perchè bisogna per realizzare qualcosa. I sogni diventano realtà, ma se si fa qualcosa in concreto se no rimarranno là insieme a tante altre utopie, film mentali che ogni tanto creiamo per paura di vivere la vera realtà.